19 giugno 2022
07 maggio 2022
Ritrovamenti
C’è qualcosa di malinconico e al tempo stesso dolce nel ritrovare una vecchia raccolta di versi. Qualche giorno fa mi è capitata tra le mani l’ultima copia de "La luce si piega nei fossi", nata ai tempi di Comacchio. Un libricino modesto, che porta con sé il profumo di canali salmastri, di nebbie basse e di storie sussurrate tra le barene.
Forse, a qualcuno potrebbe interessare sapere che qualche copia è ancora disponibile, custodita con cura dall’editore Argine Lento. Se mai aveste voglia di sfogliare quelle pagine, di farvi accompagnare da quei versi un po’ ingenui ma sinceri, potete cercarla lì.
18 maggio 2019
Rosa del Fiume
tra calcine e silenzi scrostati
la trovai, dove il muro si scuce
in segni d’acqua e sonno.
Una Rosa, non nome, non specie,
offesa d’incanto,
pietra e carne insieme,
crepa fiorita nel tempo che non passa.
non sa più il vento
da dove l’ha tratta,
se un giardino perduto
o il sogno d’un seme
che attese, chiuso, la quiete dei passi.
la guardai:
non per chiedere,
ma per restare,
come chi riconosce
il proprio enigma
nell’orma d’un altro.
© Fulvio Macchi Vandelli
26 settembre 2018
Ode alla Transenna III
È lì da giorni, forse da sempre:
la transenna bianca e rossa, stortignaccola,
inchiodata alla ghiaia.
Sotto la Rocca, torva,
scorticata dal tempo
non sbarra che l’aria e un’idea di passaggio.
Così il divieto diventa forma,
la forma un gesto vuoto.
Eppure la senti, la voce che non chiama:
“Non entrare.
Qui il passato si sfalda,
ma ti guarda ancora.”
Allora resti
un passo prima della soglia,
tra la transenna e l’ombra del muro
come chi aspetta
che crolli qualcosa
o che qualcuno
dica che puoi passare.
© Fulvio Macchi Vandelli
27 agosto 2018
Ma gli uomini qui
Ma gli uomini qui
han la faccia colore dei muri
e se tu passerai troppo in fretta
rimarranno nei loro occhi scuri.
© Fulvio Macchi Vandelli
11 agosto 2018
Spianata
Hanno fatto piazza.
Né foglia né nido.
Solo lastroni
che non ricordano.
Dicevano:
era vecchio.
Come il dubbio.
Ora il sole cade
senza ostacoli.
I pensieri
non sostano.
Tutto è visibile.
Tutto
è perso.
La Rocca,
senza ombra,
è vera a metà.
© Fulvio Macchi Vandelli
06 agosto 2018
Turista
Il selciato è curvo,
non per te.
Sbatte il suono del tuo passo
contro case mute,
intonaco d’anni e zanzare.
Hai chiesto la torre.
È chiusa.
Hai letto il cartello
come si legge una fine.
Il bar chiude a metà del giorno.
Un cane dorme
dove nessuno passa.
Tu
hai fotografato il niente
senza saperlo.
Non c’è vento.
Solo i pochi alberi,
inchiodati al cielo.
Ti guardo:
la tua maglietta dice America.
Ma qui
la domenica non si traduce.
© Fulvio Macchi Vandelli

